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[ Recensioni / Reviews ]

GIUSEPPE VERTICCHIO: Distant Skylines (CD-R 2001 - Private Release)

Born in 1965, Giuseppe Verticchio began composing ambient music in the first half of the '90's, and over the years has been releasing a remarkable series of cds, both as a solo performer (under his real name or with the monicker Nimh). "Distant Skylines", composed and recorded in 2001, is a superb work. The main sound sources are ethnic instruments (mostly Thai percussions and strings) and voices; both are sometimes digitally processed and transformed into unrecognizable, eerie sounds. "The Market-Place", "Village Feast" and "Children Memories" share this pervading presence of voices, which, mixed with the metallic sounds of the instruments, and a thick subterrean layer of noises (first two tracks), constitute a mind-numbing whirlpool: field recordings of common voices and chants are mixed into layers, looped and processed with an incredible ability and care for detail, and the effect is stunning. "Late Afternoon at Wat Phra Yai" is a beautiful droning piece: xylophones, cymbals, gongs, mantra-like chants… the most ethereal track of the work. "Keota's song" is a short (just a bit more than a minute), sweet track with a baby singing an alphabet song with background windchimes sounds. Verticchio shows an excellent taste in composition - the cd assembles different materials but never loses its coherence and the long tracks (3 out of 5 are around 13') are never boring. Moreover, sound quality's extremely high, every detail is clearly audible and there are no flares in the mix - absolutely professional also in this aspect. But possibly the main merit of this work is that it starts with ethnic sources and does give the idea of an "outer" dimension without falling into cheap exotism or new age naiveté. This is, for real, a sonic experience of the senses and of the soul…
- Eugenio Maggi - Chaindlk

"Distant Skylines", forzatamente, lo si potrebbe definire un audio diario di viaggio. E' infatti realizzato principalmente utilizzando sonorità create da strumenti etnici tailandesi in parte suonati dal nostro ed in parte catturati sul posto da Giuseppe durante un suo viaggio in quella parte del mondo. Date le premesse mi sarei immaginato di trovarmi di fronte ad un lavoro piu' solare del CD "Line of Fire", ed invece con lo scorrere delle tracce (5) vengo subito piacevolmente smentito. Il meticoloso lavoro di riprocessamento delle fonti sorgenti e l'azzeccatissima scelta di montaggio delle stesse riescono a conferire al tutto un'atmosfera sinistra e malsana, quasi rituale. L'apparentemente giocoso vociare di un mercatino mandato in loop inquieta, i suoni creati da strumenti dall'impronunciabile nome e suonati in una sorta di festa, ci portano lontanissimo dai consueti itinerari turistici e ad anni luce da Club Med vari e da visioni di spiagge incantate. Si prosegue con eteree e ipnotiche linee melodiche spezzate da percussioni varie, loops vocali carichi di eco, e si conclude con la bellissima voce di una bambina che con la sua filastrocca finale sembra riportarci, alla più rassicurante(?) realtà quotidiana. Per girare il mondo a volte non occorre prendere un'areo...
- Adriano Zanni - Spectrum

A total recall in the far-eastern travel logs of Giuseppe, that seems to take place in the enchanted realm of memoirs. Blending in fields recordings collected on location ( Thailand, to be exact ) along with skilled playing of a variety of thai instruments, this has been sequenced on a computer, in a beautiful composition, divided into titled tracks, as to put in evidence various spots in perception, diverse feelings. Music at its best, something completely different from the average titles you are reading about on this page, a serene travel abroad by the ears of someone you don't know. Jewel - case, and the obvious high quality colour print, showing, you guessed it, location shots.
- Paolo Ippoliti -

Un'opera di pura ricerca, di immersione negli angoli più lontani e inesplorati della galassia-suono. Di ritorno da un lungo viaggio nel sud-est asiatico, l'Autore ha voluto ricordare e fissare per sempre i ricordi acustici, le esperienze, le storie di vita di popolazioni diverse, i colori di mercati, villaggi, rituali. Voci di strada, ritmi e suoni del quotidiano sono stati ripresi dal vivo e poi trattati, mescolati a tessuti sintetici che restano sapientemente in secondo piano e a interventi percussivi leggeri, rotondi. Spicca l'uso di strumenti locali, tradizionali, dalla sorprendente voce: il mouth organ, lo xilofono di legno, cembali, corde, campanelli metallici e berimbau. Minimalista per scelta, il disco privilegia innanzitutto la creazione atmosferica. Ci sono parti migliorabili (nell'uso della tecnica del loop a volte si avverte una ciclicità eccessiva, e poi alcune durate andrebbero limate) ma siamo a livelli veramente buoni. Mi ricorda Musci e Venosta, che negli anni 80 elaboravano la stessa materia: è nata una nuova stella?
- Gianluigi Gasparetti - Deep Listenings