[ Recensioni / Reviews ]

 

TWIST OF FATE: Where the Dusk Has No End (CD 2020 - Oltrelanebbiailmare)

 

Twist of Fate marks a new turn in Giuseppe Verticchio’s substantial and diversified musical career.
This project consists of a duo with Daniela Gherardi and delivers a second and quite remarkable opus.
I must say it might easily represent Verticchio’s best representative efforts in eerie, nostalgic and luminously repetitive ambient music around thematics that oscillate between personal, then affective memory lines. The sovereign nature world and its mysterious path enters our own psyche.
The opening theme starts with a gently and emotionally moving guitar motif, slightly and progressively enriched by multi-layered phrases, sustained by electronic notes.
A bucolic and dreamily-like estate progressively rises from the background. The second track is a guitar-centric piece built around a gentle pattern that rises to a warm nostalgic and shimmering light. ‘Too far from home’ is a sombre, desolate and plaintive soundscape but with a gentle contemplative arrangement that sums quite well the general tone of the album.
All in all Where the Dusk Has No End is a song-orientated album from Giuseppe Verticchio which results in an intricate mix between acoustic sensitive motives, micro electronic touches, noisy sound structures and one vibrant atmospheric “new agey” vibe.  Definitely recommended as post-rock ambient balladries.
Between Michael Rother’s intimate e-guitar airs (Sterntaler and Flammende Herzen), Loren Connors’ tearful guitar crying (in Airs and Hell’s Kitchen Park), Stars of the lid, Grouper, Eluvium post-romantical ambient music.
- Philippe Blache - Igloomag

Twist of Fate marque un nouveau tournant dans la carrière musicale substantielle et diversifiée de Giuseppe Verticchio. Ce projet consiste en un duo avec Daniela Gherardi livre un second opus tout à fait remarquable dans la mesure où‘il pourrait facilement représenter les meilleurs efforts de Verticchio dans une musique d’ambiance sinistre, nostalgique et lumineusement répétitive autour de thèmes qui oscillent entre des lignes de mémoire personnelles, puis affectives. Le monde de la nature souveraine et son chemin mystérieux pénètre notre propre psyché.
Le thème d’ouverture commence par un motif de guitare en mouvement doux et émotionnel, légèrement et progressivement enrichi par des phrases à plusieurs niveaux, soutenues par des notes électroniques.
Un domaine bucolique et onirique s’élève progressivement du fond. Le deuxième morceau est un morceau centré sur la guitare, construit autour d’un motif doux qui s’élève vers une lumière chaude, nostalgique et chatoyante. « Too far from home » est un paysage sonore sombre, désolé et plaintif, mais avec un arrangement contemplatif et doux qui résume assez bien le ton général de l’album.
Dans l’ensemble, Where the Dusk Has No End est un album de Giuseppe Verticchio axé sur la chanson, qui résulte en un mélange complexe entre des motifs acoustiques sensibles, des touches micro électroniques, des structures sonores bruyantes et une vibrante atmosphère « new age ».  Définitivement recommandé comme ballades post-rock ambient. Entre les airs intimes de guitare électronique de Michael Rother (Sterntaler et Flammende Herzen), les pleurs de guitare de Loren Connors (dans Airs et Hell’s Kitchen Park), Stars of the lid, Grouper, la musique ambient post-romantique d’Eluvium.
- Philippe Blache - Rock Decibels

…Something entirely different is the release by Giuseppe Verticchio and Daniela Gherardi, also known as Twist Of Fate.
They play guitars, synthesizer, violin, guitar effects, e-bow and all is duly recorded onto the computer.
Whereas the music by Daniele Ciullini was very playful, I believe that the music here is very serious.
It looks away, into the dark of night; see also last week's release by Marcus Maeder; dusk and twilight are popular themes for musicians of the ambient music variety.
Twist Of Fate is a duo that easily connects to the world of post-rock meeting ambient.
I would be surprised if there are no loop devices used by these two.
They play rather melodic guitar phrases and let them hang on in a web of loops, becoming drones, evolving slowly into an infinite web of sounds.
Of course, I didn't hear come dusk time or twilight, but just plain 'during the afternoon', but on a cloudy day, so that part of the mood is taken care of.
I thought of this as quite enjoyable music, even when I am not necessarily the biggest lover of this sort of guitar meets ambient music; perhaps, I am more the synthesizer/field recording lover, but I can easily hear that they know what they are doing, and they do a great job.
- Frans De Waard - Vital Weekly

Daniela Gherardi e Giuseppe Verticchio hanno pubblicato il terzo album della loro collaborazione artistica Twist Of Fate. “Where the Dusk Has No End” segue di quattro anni il precedente “September Winds”  e di sei l’imperdibile esordio “Tales From a Parallel Universe”.
Come nei precedenti lavori le chitarre, sia elettriche che acustiche, sono ancora una volta le protagoniste assolute dei racconti intarsiati dalla coppia romana nelle loro composizioni.
Violino elettrico, effetti, pedali e il software Wavelab della Steinberg concorrono a delineare le atmosfere bucoliche e sognanti degli arrangiamenti.
L’album si apre con la eco di una melodia suonata da una puntina di un vecchio piatto: un loop colmo di malinconia da cui prende vita la ballata “Sunbeams On The Tracks”.
I suoni diventano più cristallini, e le chitarre ancora più languide, nella seguente “New Morning (Over The Ocean)”, l’ennesimo viaggio immaginifico nell’universo parallelo dei Twist Of Fate.
Il finale è da capogiro, con le chitarre che prendono ad inseguirsi in vortici elicoidali sui quattordici minuti abbondanti dell’omonima “Where the Dusk Has No End”.
Se proprio si volessero trovare dei progenitori alla dreamwave ultra romantica dei Twist Of Fate bisognerebbe scavare fino a metà degli anni 90, quando Henry Frayne diede vita al suo progetto solista Lanterna, ritrovando un sentiero battuto poi negli anni a seguire da altri sognatori (Raymond Scott Woolson, Hammock, Yellow6).
- Roberto Mandolini - Onda Rock

Innamorata di “September Winds”, mi sono avvicinata al terzo lavoro del progetto di Giuseppe Verticchio e Daniela Gherardi con un approccio molto critico e più esigente del solito.
Non pensavo infatti che il duo fosse in grado di ripetersi ai medesimi livelli qualitativi ed invece sono rimasta stupita della cura dei dettagli e dell’evoluzione degli arrangiamenti delle presenti sei tracce, che di fatto chiudono una sorta di trilogia sulla Natura.
“Too Far from Home” e le conclusive “Driven by a Black Star" (vicina ad alcune cose di Stars of the Lid) e “Where the Dusk Has No End” (quasi quindici minuti di durata) sono a mio parere le tracce chiave di un album che prosegue la ricerca della mente di Nimh e Hall of Mirrors tra musica ambient, folk e dreamwave con due obiettivi ben precisi, ovvero sperimentare in territori elettroacustici e avvicinarsi il più possibile al formato canzone tradizionale.
Sono talmente tanti gli elementi di dissonanza che si alternano negli episodi che costituiscono la scaletta da far pensare quasi a divagazioni nel progressive, ma ciò che colpisce maggiormente dei Twist of Fate è la trasportabilità del materiale dal vivo in contesti naturali e storici di rilievo.
Aspettiamo che la pandemia faccia il suo corso, augurandoci meno danni possibili, e imploriamo Giuseppe Verticchio di dare all’opera un’ambientazione live perché la sensazione è che queste registrazioni in studio siano solo una piccola parte della sua visione globale.
- Federica Rocchi - Suffisso Core

I seguaci della musica dark-ambient conosceranno sicuramente Giuseppe Verticchio per il suo progetto Nimh.
Ma il musicista romano ha anche un lato più solare e meno oscuro che manifesta attraverso il monicker Twist of Fate assieme alla moglie Daniela Gherardi.
La musica di Twist of Fate è orientata (come si poteva ascoltare nei precedenti lavori) verso sonorità folk e bucoliche non così distanti, a livello concettuale, da certa new age.
In realtà non siamo di fronte a della vuota tappezzeria sonora di plastica come si può ascoltare anche nel nuovo disco appena pubblicato e intitolato Where the Dusk Has No End.
Certo chi ama l’oscurità e le atmosfere tenebrose potrebbe rimanere spiazzato dalla musica proposta da Twist of Fate.
Ma se avete voglia di staccare la spina e lasciarvi andare a della musica rilassante ma in ogni caso profonda questo disco potrebbe fare per voi.
I suoni sono basati sulle chitarre elettriche e acustiche, sul violino effettato e sui synth (Korg X5) che creano degli acquerelli sonori pacati e graziosi.
Sembra la colonna sonora ideale per avventurarsi in mezzo a una natura incontaminata dove è ancora possibile entrare in contatto con una parte del proprio io dimenticata.
Le ambientazioni sono minimali ed evanescenti: Verticchio costruisce una musica ambient con suoni stratificati per chitarra effettata mai banale e molto evocativa.
Where the Dusk Has No End esce per l’etichetta Oltrelanebbiailmare, una side label della Silentes di Stefano Gentile che qualcuno forse ricorderà per la sua etichetta Amplexus.
Qualche anno fa questa label pubblicava dei CD degli artisti ambient più noti in una veste grafica sontuosa: oggi questi dischi sono diventati dei veri e propri oggetti di culto.
Personalmente ricordo con piacere le uscite dedicate a Steve Roach, Robert Rich, Michael Stearns e il nostro Alio Die. Where the Dusk Has No End è caldamente consigliato agli amanti di Brian Eno e della musica ambient più classica.
Il CD è disponibile sullo store online della Silentes al seguente link: http://store.silentes.it/store.html.
- Caesar - Ver Sacrum

Quando le ombre del crepuscolo divorano le ultime luci del giorno per salutare il ritorno della notte, un altro pezzo di vita se ne va.
Sotto il profilo cosmogonico il crepuscolo rappresenta l’ultima stagione dell’umanità, le infinite battute finali del ciclo che preludono alla nuova alba astrale.
Non meglio noto lo spunto narrativo di Giuseppe Verticchio/Nimh e Daniela Gherardi, qui nelle vesti di Twist of Fate, per “Where the Dusk Has No End”, ma le trame delle chitarre riverberate e dei generatori elettronici che si dilatano nei sei lunghi strumentali paiono attagliarsi ad entrambi gli ordini di pensiero, dove malinconia e grazia estatica s’incontrano per farsi malato lirismo.
- Aldo Chimenti - Rockerilla 

Per la terza volta in sei anni, Giuseppe Verticchio e Daniela Gherardi tornano ad alimentare la parabola di Twist of Fate, progetto ormai consolidato che all’insegna di un fluido romanticismo unisce modulazioni chitarristiche e arrangiamenti sognanti, ricamati dal violino elettrico.
Il crepuscolo infinito suggerito dal titolo del lavoro è appunto denso di rifrazioni sognanti, che si discostano nuovamente in maniera significativa dalle ben più tenebrose traiettorie seguite da Verticchio nelle sue opere soliste sotto l’alias Nimh.
Non soltanto, infatti, la sua abituale densa grana elettrica svapora in riverberi luminosi ma si alterna ad arpeggi acustici, che tornano a materializzare la magia bucolica del precedente “September Winds” (2016).
Nei sei brani di “Where The Dusk Has No End”, i due musicisti si integrano in maniera organica nel catturare una galleria di sensazioni atmosferiche fuggevoli, cariche di sfumature calde, apportate da loop armonici placidamente avvolgenti.
Il filo conduttore contemplativo del lavoro, particolarmente evidente nel carezzevole rincorrersi di delay “Under A Different Horizon” viene appena increspato dalle più sature modulazioni che caratterizzano i due brani conclusivi, sfiorando soltanto volute di un rumore tuttavia liquido, quasi elegiaco.
È il preludio al finale “orchestrale” dei quasi quindici minuti della title track, che con il suo fascino malinconico e, appunto, crepuscolare sublima il percorso creativo del duo, sempre più proiettato verso rilucenti orizzonti immaginari.
- Raffaello Russo - Music Won’t Save You

Euphorically traversing strings coalesce with hissy reminiscent glimpses, rawer, yet solitarily flickering and intriguingly metamorphosing post rock flavored tapestries dive into poignantly introspective, wistfully embracing and crepuscularly engulfing terrains, as much lyrically blooming as exquisitely piquant...
Twist of Fate coalesces ingeniously sonorous insignias of Giuseppe Verticchio (also Nimh, Hall of Mirrors, Maribor, We Promise to Betray...) and Daniela Gherardi, their third album "Where the Dusk Has No End" is out since August 31st on Oltrelanebbiailmare, a sub-label of Silentes.
The CD edition, limited to 200 copies, is packaged in a 4-panel eco wallet with photographs and design by Giuseppe Verticchio.
Highly recommended!!! Previous two CD albums by this Italian duo include "September Winds" (March 2016, Oltrelanebbiailmare) and "Tales From a Parallel Universe" (November 2014, GS Productions).
- Richard Gürtler -

Affiancato dalla moglie Daniela Gherardi, Giuseppe Verticchio (Nimh, Maribor, etc.) torna ad esplorare le sonorità placide e legate alla Natura di Twist of Fate, progetto interamente strumentale che giunge con "Where the Dusk..." al terzo album, quattro anni dopo il boschivo "September Winds".
Anche stavolta è il titolo stesso dell'opera a suggerirne il fulcro emozionale, che nel caso specifico è quel crepuscolo inteso quale momento da musicare, crocevia fra luce e buio che tanta arte in ogni sua forma ha ispirato, "senza fine" nella suggestiva visione artistica del duo nostrano.
Gli intrecci chitarristici di Giuseppe si compenetrano ancora una volta col violino di Daniela, sfruttando synth ed effettistica per acquisire quelle fattezze vibranti dai sentori post-rock, in grado di produrre lievi ma inarrestabili crescendo emotivi che si spingono ai confini del suono di matrice dronica ("Too Far from Home").
Meditazioni per corde che trasudano pathos ed elettricità con sentimento ed onestà intellettuale ("New Morning", la toccante "Under a Different Horizon"), come istantanee di momenti a contatto con quella Natura che è l'ultimo vero rifugio da un mondo sovraccaricato di negatività, e dalla quale il duo trae l'ispirazione necessaria per omaggiarla di un sincero ed appassionato tributo in musica, senza mai anelare a quella perfezione formale e tecnica che sottrarrebbe forza a quel genuino trasporto emotivo che, legato ad un intimismo quanto mai necessario, infonde la vita in Twist of Fate.
Musica per tornare a sentire un legame più profondo con la Terra, contemplandone le forme attraverso quei contorni che ancora si possono scorgere al crepuscolo.
- Roberto Alessandro Filippozzi - Dark Room

 

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