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[ Recensioni / Reviews ]

WE PROMISE TO BETRAY: Nothing is as It Seems (CD 2017 - Oltrelanebbiailmare)


Dietro We Promise To Betray si celano due nomi ben noti dello sperimentalismo italiano: Giuseppe Verticchio (Nimh, Hall of Mirrors, Maribor e già apprezzatissimo nella sua nuova veste acustica con i Twist of Fate) e Davide Del Col (Antikatechon, Molnija Aura, Echran, Ornament), qui riunitisi per una prova strumentale decisamente oltre le loro solite proposte tra dark ambient ed industrial.
Con "Nothing is as It Seems", uscito a marzo per l'ottima label di Stefano Gentile Oltrelanebbiailmare (già produttrice dell'altro nuovo progetto di Verticchio Twist of Fate), il duo propone un lavoro focoso e vivido, ardente ed intenso nel suo snodarsi tra proposte in bilico tra ambient accecante e post-rock canicolare e cadenzato (l'iniziale "The Illusion of Certainty") e field recordings di pioggia, su lande riverberate di una bellezza misterica irresistibile che aprono ad una corsa arpeggiata immersa tra pennellate chitarristiche impalpabili e volatili, per poi tornare su lidi decisamente più duri ed aspri con le solite chitarre brulicanti e fiammeggianti della seconda parte ("The Certainty of Illusion"). Decisamente diverse le ultime due suite: la title-track è una lunga e struggente traccia sad core che vive e respira di arpeggi riverberati e percussioni delicate, così vivida ed avvolgente da togliere il fiato, così come la conclusiva "We Promise to Betray", che conclude questo lavoro intenso ed emozionale su note acustiche spensierate e leggiadre.
Un album perfetto per la canicola di questi giorni, da ascoltare osservando anche le bellissime immagini di Verticchio che ne compongono l'artwork, con il rosso fuoco dell'edera che spicca sui muri di una vecchia casa abbandonata, in una stasi apparente che è invece viva e vitale, bruciante ed inarrestabilmente sinuosa come la musica di questo validissimo duo.
- Lorenzo Nobili - Dark Room


Due maestri dell’avanguardia sperimentale italiana hanno dato vita ad un nuovo progetto di grande interesse che sembra, almeno nel suo capitolo iniziale, distaccarsi fortemente dalle loro produzioni passate.
A pubblicare “Nothing is as it Seems” è Oltrelanebbiailmare, etichetta di A.T.R.O.X. e Engel Der Vernichtung, e l’apparente solarità di questi quattro movimenti musicali, sempre oltre i dodici minuti ciascuno e in bilico tra industrial e shoegaze, ricorda tanto quella di Jesu, escursione parallela di Justin K. Broadrick dei Godflesh.
“Niente è così come sembra” appunto. Dapprima infatti Giuseppe Verticchio (Nimh) e Davide Del Col (Antikatechon), che ricordiamo anche per lo spettrale “Out Hunting For Teeth”, paiono quasi irriconoscibili, sognanti e visionari, quasi al limite del post rock. Poi, col passare dei minuti, la ridondanza di certe atmosfere ed alcuni segmenti ritmici lasciano crescere nell’animo di chi ascolta la convinzione che i We Promise To Betray stiano veramente tradendo ogni definizione o parvenza di catalogazione.
La musica fluisce spontanea, la mente degli Hall Of Mirrors è dietro a Khlui, chitarre acustiche ed elettriche, mentre basso e batteria sono a cura dell’autore di “I Feel Nothing but Repulsion” e “Woe is the Reward”. Effetti, synth e field recordings sono invece stati distribuiti in maniera piuttosto equa.
“The Illusion of Certainty” e la title track coincidono con i momenti più coinvolgenti.
- Lorenzo Becciani - Suffisso Core


Il pensiero che si trasforma in azione, l’evanescente che diviene possente materia. Seguono uno schema condiviso le lunghe tracce che compongono “Nothing is as It Seems”, lavoro che vede nuovamente collaborare Giuseppe Verticchio aka Nimh e Davide Del Col aka Antikatechon.
Un sodalizio consolidato che in questa nuova tappa si apre ad una nuova dimensione.
C’è infatti una luminosità inedita a squarciare le scabrose ed oscure profondità precedentemente plasmate dai due artisti, un’apertura a cui rimanda fin da subito l’artwork del disco nelle cui immagini regna un delicato equilibrio tra un senso di malinconico abbandono e la vitalità dei colori intensi della natura, armonia che riverbera nelle strutture dei quattro brani.
L’apertura di ogni capitolo disegna una deriva meditativa modulata da tessiture eteree in costante espansione (“The Illusion of Certainty”, “The Certainty of Illusion”) o da morbide trame acustiche che si sviluppano come una lieve danza. Gradualmente l’iniziale impalpabile fuga si riversa in ruvide cavalcate elettriche che procedono lente ed inesorabili come magma bollente, trovando a tratti aperture cinematiche che diradano le minacciose ombre (“Nothing is as it Seems”), fino a giungere alla dolce quiete di cullanti ed avvolgenti melodie (“We Promise to Betray”).
Verticchio e Del Col dimostrano di essere costantemente alla ricerca di una tavolozza sempre più ampia, che consenta loro di esprimersi in modo efficace senza rimanere legati ad un lessico predefinito.
- So What Musica


Abbiamo già parlato su Distorsioni della collaborazione tra Antikatechon (Davide Del Col) e Nimh (Giuseppe Verticchio): a distanza di quattro anni dal loro primo album a quattro mani, i due musicisti/sperimentatori tornano con un nuovo lavoro, utilizzando la nuova sigla We Promise to Betray.
Pur essendo chiaro sin dalle note di copertina che WPTB è una collaborazione tra Nimh e Antikatechon, si intuisce come l’utilizzo di un nuovo moniker per questa release sottintenda un cambio di rotta stilistica. Pur mantenendo intatto il marchio di fabbrica del loro sound chitarristico e fortemente sperimentale, i due musicisti in questo nuovo progetto flirtano con melodie e atmosfere più distese e meno cupe del solito.
"Nothing is as It Seems" si apre con “The Illusion of Certainty”, una suite post-rock di quindici minuti in due parti, la prima caratterizzata dal classico “wall of sound” chitarristico del duo (questa volta orientato più verso lo shoegaze che verso il noise o l’industrial), la seconda da un sound chitarristico etereo in stile 4AD: nonostante l’evidente cambio di direzione, la cifra stilistica dei due musicisti è qui riconoscibilissima.
“The Certainty of Illusion” è anch’essa una suite di pari durata in due movimenti: la prima parte è fortemente cinematica, a partire dalle melodie in primo piano della chitarra acustica arpeggiata e del Khlui (un flauto tailandese di bambù) sino allo sfondo sonoro fatto di glitch, dal suono della pioggia che cade e da chitarre elettriche eteree lontanissime; la seconda parte, più acida e psichedelica, è caratterizzata dal duetto delle chitarre distorte dei musicisti su una batteria di stampo rock, inusuale per le produzioni dei due artisti.
La title-track “Nothing is as It Seems” sembra un brano di Robin Guthrie o dei suoi Cocteau Twins, con la tipica chitarra effettata da chorus e delay in primo piano e la drum machine fissa, marchi di fabbrica dello stile musicale del chitarrista scozzese; la seconda chitarra, che va ad aggiungersi qualche minuto dopo, sembra quella di Robert Smith nell’album “Disintegration”, sia per il suono che per la parte melodica; a metà pezzo si sommano chitarre distorte in stile shoegaze, senza che però il brano perda la sua caratteristica eterea.
“We Promise to Betray” è una sognante e dilatata suite ambient-folk, dalle tinte malinconiche e decadenti, che chiude in maniera distensiva l’album. Del Col e Verticchio in questo nuovo lavoro riescono a spiazzare positivamente, grazie a un uso diverso degli strumenti di sempre (le tastiere, i field recording, le chitarre elettriche, le registrazioni radiofoniche o televisive) e all’introduzione di strumenti non utilizzati nella prima collaborazione, quali il basso e la batteria (suonate da Del Col), la chitarra acustica e il Khlui (suonati da Verticchio).
I due artisti dimostrano con questo album di essere anche capaci di scrivere melodie dolci e malinconiche, di gran classe e mai stucchevoli, e che in fondo anche per loro c’è luce oltre l’oscurità.
Resterete positivamente colpiti da “Nothing is as It Seems” se amate le colonne sonore, l’ambient melodico alla 4AD, l’ethereal.
- Diego Loporcaro - Distorsioni.net


Progetto di nuova fondazione, We Promise to Betray suggella l’intesa creativa di due artisti a noi ben noti quali Giuseppe Verticchio (Nimh) e Davide Del Col (Antikatechon).
Seppur frutto dei loro indefettibili istinti sperimentali, i Nostri aprono alle vie della grafia stratificata che sconfina nei territori dello shoegaze atmosferico e del post-rock meditativo alla Mogway o giù di lì.
Musiche la cui natura cinematografica è suscettibile a farsi commento sonoro per stati di grazia estatici, per esperienze di elevazione interiore ed ipnosi onirica pervadente, dove scuri spazi dronanti si sposano agli accordi filigrana annodati da chitarre e synth su turgidi tappeti slow core.
“Nothing is as It Seems” è felice approdo su oasi d’armonia e sogno.
- Aldo Chimenti - Rockerilla


E’ uscito da poco “Nothing is as It Seems”, debut album di un duo i cui componenti tuttavia non sono propriamente dei novellini: di Giuseppe Verticchio, infatti, alcuni ricorderanno almeno un paio dei suoi progetti, Nimh e Twist of Fate, e conosceranno il suo impegno nell’elettronica e nella sperimentazione di suoni etnici o legati alla musica orientale, mentre di Davide Del Col abbiamo già parlato qui a proposito dei suoi lavori come Antikatechon, “I Feel Nothing but Repulsion” e “Woe Is the Reward”.
Dalla loro collaborazione è dunque nato We Promise to Betray, progetto che mette insieme l’esperienza dei due spostandosi però verso ‘lidi’ più vicini al post-rock, con sonorità tipicamente atmosferiche e paesaggi non troppo cupi, bensì piuttosto adatti alla meditazione e all’analisi interiore.
Il lavoro contiene soltanto quattro brani, ma ciascuno ha una durata considerevole.
Prendiamo, per esempio, la prima traccia, “The Illusion of Certainty”, lunga circa un quarto d’ora: il mood è sognante nelle prime note, con una tessitura sonora dai colori ‘pastello’ che ‘cresce’ in consistenza e ricchezza con il fluire del brano, aprendo immagini di ampiezza ‘cosmica’; dopo i primi cinque minuti intervengono gradualmente altri suoni ed una blanda ritmica che spostano quella linearità in nuove, molteplici direzioni, ove emergono anche confuse parvenze di voci, fino alla pacata conclusione acustica.”The Certainty of Illusion”, la seconda traccia, esordisce a tinte più oscure che, forse, sanno di solitudine, ma presto si aprono orizzonti vasti con il miraggio di un vuoto universo nel quale un’anima può ritrovarsi a fluttuare: ma è l’introduzione degli altri strumenti e della ritmica, secondo uno schema che sembra abituale, che impedisce a quell’anima vagante di perdersi. Poi, la title track si abbandona a visioni rasserenanti e distensive, tratteggiate da chitarra e basso in delicata armonia, e, infine, “We Promise to Betray” conclude in estatica e trasognata contemplazione uno di quei dischi dei quali – ammettiamolo! – ogni tanto si ha davvero bisogno.
- Mrs. Lovett - Ver Sacrum

During the last years Italian based sound artists Giuseppe Verticchio (Nimh) and Davide del Col (Antikatechon) worked actively in collaboration and offered to the audience several releases whose musical spectrum covers sonic soundscapes and droning post-industrialism. Most of their mutual efforts to date can be found in Rage in Eden online catalogue. With this new chapter the two protagonists decide to slightly turn the back to their usual dark ambient / dark music banner to embrace new compositional / stylistic paths. To give a concrete identity to their new explorations and to handle this challenge they decided first to progress under the moniker of « We promise to betray » This first opus is welcomed by the sublabel oltrelanebbiailmare driven by the key Italian editor Silentes (notably responsible of releases from Nimh, Maurizio Bianchi, Rod Modell…), headed by Stefano gentile since 2004. For information, oltrelanebbiailmare is also behind the publication of Twist of Fate (side project of Giuseppe Verticchio) second full length release. Consequently this new edition sounds more like a family album and won’t disappoint listeners already in touch with Silentes massive production in the field of post-industrial music and other demanding alternative music genres. I was very curious to discover this new musical adventure and see if the result sounds quite close to the Antikatechon & Nimh partnership I have kept in mind.
‘Nothing is at it seems’ appears to operate an almost radical changing dynamic, defining a new aesthetic, resolutely surfing on the wave of noise pop articulated with consentual shoegazing atmospheric interludes. The two musicians draw melodious textures, adopting a sounding schema in touch with dreamy, peaceful and beatific qualities. We can notice the use of important fuzzed-guitar tricks, delays and echoing sequences sometimes punctuated by more spontaneous and even bucolic acoustic lines. The result is beautifully vaporous, intimate, playing the card of evocativeness around existential concerns and sentimental escapism. This first album is at the frontier of the ethereal / trip rock subgenre and noisy minimalist ambient (Somewhere between My Bloody Valentine, Tim Hecker, Fripp & Eno, Godspeed you black emperor). A musical excursion which does not lack of charm. If you like introspective music with abrasive emotional guitars and discreet aerial touches no doubt this album will seduce you.
- Philippe Blache - Mithra Templezine

Nothing is as It Seems è un’altra collaborazione tra Verticchio (Nimh) e Del Col (Antikatechon), che in questi ultimi anni hanno messo sovente insieme le loro forze. La novità più visibile è che We Promise To Betray esplora zone se non più luminose, di sicuro all’aria aperta (a voler essere precisi, considerando Twist Of Fate di Verticchio, la novità non è assoluta). Niente più Secoli Bui o catacombe, insomma, piuttosto qualcosa di contemplativo che a livello di stato d’animo sta tra la serenità e la malinconia.
La struttura dei quattro brani di Nothing is as It Seems è semplice: prima parte ambient, quasi quell’ambient/shoegaze che va tanto in questi anni, seconda parte con assetto basso-chitarra-batteria, suonati secondo uno schema molto minimalista e reiterativo che talvolta fa pensare alla psichedelia, anche se nell’ultimo episodio la delicatezza della chitarra acustica crea sfumature più folk, cosa che non fa che ingentilire ancora di più il disco nel suo insieme.
Giuseppe e Davide, assieme, hanno sempre fatto cose egregie, ma sempre molto cupe, molto noiseggianti. È apprezzabile che, coi loro tempi, che prescindono – come già scritto più volte – da qualsiasi calcolo o da qualsiasi esigenza “commerciale”, abbiano provato a esprimersi in modo differente. Ora aspetto il secondo album per vedere se sapranno espandere e sviluppare quanto fatto qui.
- Fabrizio Garau - The New Noise

Il nuovo episodio collaborativo di Giuseppe Verticchio (Nimh) e Davide Del Col (Antikatechon), a quattro anni dal precedente “Out Hunting for Teeth” si tinge di tonalità meno oscure rispetto alle abitudini di entrambi, oltre che del crisma di una unitarietà di progetto che sembra trascendere l’estemporaneità in favore di una condivisione più stabile e organica. È, del resto, la stessa che Verticchio ha posto in essere di recente con Twist of Fate, che ne ha rivelato un profilo ambient-folk sorprendentemente lieve.
Dato il compagno d’avventura in We Promise to Betray, tutto ciò è presente soltanto in minima parte nei quattro lunghi brani (tutti ben oltre i dieci minuti) di “Nothing is as It Seems”, dominati com’è naturale da vibranti torsioni chitarristiche. La densa materia sonora che ne risulta è tuttavia declinata dapprima sotto forma di risonanze ambient-noise nelle avvolgenti spirali elettriche dell’iniziale “The Illusion of Certainty”, quindi arricchita da componenti ritmiche che riportano a un incedere magmatico e marziale.
Anche in questo caso, Verticchio e Del Col sembrano lavorare per sottrazione, ricercando paesaggi sonori sempre più evanescenti, il cui esito finale è fare da sfondo ai delicati arpeggi acustici del brano conclusivo, il cui titolo corrisponde al nome del progetto, come l’indizio di future esplorazioni insieme, ancora da tracciare su orizzonti creativi mai scontati o banali.
- Raffaello Russo - Music Won’t Save You

Giuseppe Verticchio e Davide Del Col sono di nuovo insieme per una nuova avventura musicale, We Promise to Betray. Dopo la bella collaborazione di quattro anni fa, “Out Hunting for Teeth”, Nimh e Antikatechon hanno deciso di dare una nuova forma ai loro incontri prendendo in parte le distanze dalla dark-ambient che ha da sempre caratterizzato i corrispettivi progetti. Quantomeno nella seconda parte del loro nuovo album, "Nothing is as It Seems".
Il disco si apre con la lunghissima “The Illusion of Certainty”, un lungo drone di oltre quindici minuti, costruito con field recordings e strati di chitarre trattate, in cui i due musicisti italiani mostrano la loro bravura nel saper spostare le pareti di uno spazio-tempo in continua definizione.
Per i primi sei minuti dell'altrettanto lunga “The Certainty of Illusion” l'atmosfera rimane sospesa a note impalpabili che sembrano avvolte nella nebbia e coperte di rugiada, prima che una batteria e una chitarra elettrica accendano con una pira spettacolare la torrenziale coda del brano.
La seconda parte del disco è legata a doppio filo ai due meravigliosi dischi di Verticchio con Daniela Gherardi a nome Twist of Fate (“Tales from a Parallel Universe” e “September Winds”): le chitarre che risplendono sull'omonima “Nothing is as It Seems” inseguono una melodia folk bagnata da un'atmosfera dreamwave che non sfigurerebbe su un disco dei Mazzy Star. Dodici minuti di puro incanto.
Ancora più intima la seguente “We Promise to Betray”, dove chitarra acustica e sintetizzatori creano un bagno di malinconia incolmabile. Quando dopo la boa dei tre minuti entra anche la batteria, a tratti sembra di ascoltare una ballata dei più commoventi Mogwai.
“Nothing is as It Seems” mostra nuove direzioni per la musica di Giuseppe Verticchio e Davide Del Col.
- Roberto Mandolini - Onda Rock

In Italia, sì specialmente in questo Paese, esiste una sorta di maniacale sudditanza all'atavica oscurità industriale, all'oscurantismo rumoristico, alla fredda tutela del rigido beat vintage e del drone darkotico (dark/narcotico).
Non che la cosa – specialmente il dark ambient... anzi scusatemi, solo il dark ambient che il resto personalmento fatico oramai ad ascoltarlo – crei problemi, ma alla lunga stanca, sfibrisce (sfibra e avvilisce).
La cosa forse l'hanno intesa anche due bravissimi (non lo scrivo per farmeli preventivamente amici) soundartists da sempre in viaggio dentro quei mondi sù descritti.
Giuseppe Verticchio aka Nimh e Twist of Fate, per segnalarne due. Davide Del Col aka Antikatechon, cito il suo moniker più conosciuto, quello che al solo pronunciarlo scatta l'immagine catacombale.
I due, già abituati ad usanze decisamente darkdroniche escono alla luce del fu odiato sole e stampano lì un cd che ha del magico.
Pura meraviglia sonora contenente quattro lunghe tracce che lievi ed ipnotiche viaggiano sul confine tra il nuovo pensiero noise-ambient (Cfr bvdub) e un personalissimo colto e avvolgente shoegaze in divenire con forti richiami al folk e tutto giocato naturalmente sull'uso della chitarra e la magia che le sue corde sa sprigionare.
Da ascolti in random repeat.
- Mirco Salvadori - Sherwood