[ Recensioni / Reviews ]

 

NIMH & RAPOON: Post-Folk Lore Vol. 1 (CD 2020 - Winter Light)

 

Nimh (Giuseppe Verticchio) and Rapoon (Robin Storey) come together for the first time on this unusual ethno-ambient offering.
While not exactly in line with the dark ambient sub-genre, Post-Folk Lore Vol. 1 does provide its share of darkness across four tracks, each in the 13-19 minute range.
Verticchio and Storey employ a variety of acoustic and electric instruments, including various types of woodwinds, pipes, and bells along with guitars, synths, found objects, sculpted noise, and voices.
These components are distorted, looped, and otherwise manipulated. The result is a set of spacious soundscapes that are more than just layered washes.
Pastoral echoing synth chords evolve to become cacophonous and menacing. Polyrhythmic beats are often subtle beneath waves of drones or fractured pieces of Middle-Eastern motifs.
These pieces can be dense and information-rich as well as less demanding; but unlike much ambient, they are never relaxing. And some passages are just plain strange.
Post-Folk Lore Vol. 1 comes highly recommended for anyone looking for a suitable soundtrack to the dark times of early 2020. But even in the eventual post-pandemic era that will follow the upheaval we are experiencing today, this album will have much to offer and unpack.
- Mike - Avant Music News

Chi frequenta la musica sperimentale e dark-ambient italiana probabilmente sarà incappato nel nome di Giuseppe Verticchio e del suo progetto Nimh. Giuseppe Verticchio compone musica ambientale dal 1994 e ha maturato quindi una certa esperienza.
Refrattario ai canoni  musicali occidentali è invece attratto (oltre che dalle possibilità dell’elettronica) anche dalla musica etnica pur non abracciando in particolare nessuna tradizione. In passato ha collaborato con artisti appartenenenti all’area industrial e dark-ambient come Amon (Andrea Marutti) e Maurizio Bianchi.
Ora esce una sua interessante collaborazione con Rapoon, lo storico progetto di musica ritual-ambient di Robin Storey. Si tratta, a ben vedere, di un incontro quasi inevitabile considerando l’interesse da sempre dimostrato dallo sperimentatore romano per i suoni etnici.
Il disco, intitolato Post-Folk Lore Vol. 1, è composto da 4 tracce ed esce per la Winter Light.
I 2 musicisti si sono scambiati il materiale a distanza rielaborandolo nei rispettivi studi.
Il risultato suona fresco e stimolante: si possono riconoscere i tipici loop etno-tribali circolari di Rapoon che vengono immersi nelle ambientazioni dilatate e sintetiche di Nimh.
Alla fine quel che emerge è un suono sporco e ipnotico che, pur ricordano le sonorità di entrambi gli artisti, è una genuina fusione dei loro stili.
L’unione di strumenti tradizionali e di sonorità generate dai synth e dai campionamenti esplorano nuovi territori e dischiudono scenari post futuristi siderali.
Post-Folk Lore Vol. 1 è un disco da gustare con calma lasciandosi trasportare piano piano nelle sue volute circolari. L’effetto è garantito e, una volta iniziato l’ascolto, non ci si vorrà più staccare dal flusso sonoro.
- Caesar - Ver Sacrum

Blissful ambient sceneries, droning minimalism, and musical mysticism.
This experimental venture and challenging sound ritualism is the result of a meticulous work between two highly acclaimed artists in the field of blissful ambient sceneries, droning minimalism, and musical mysticism. It is welcomed by the Netherlands-based indie label Winter-Light (notably responsible of the release of numerous recent efforts by renown post-industrial ambient artists.)
Nimh is the solo project of Giuseppe Verticchio whose musical production embraces a large range of moods and musical aesthetics, bordering electronic noises, avant-gardism but also ethno-religious music. A profoundly eclectic sound artist with a genuinely innovative and creatively intuitive mind, capable of approaching many experimental music territories with a clear sense of originality—confirmed by his official albums respectively published by Silentes, Eibon Records among others. Rapoon is an other veteran project headed by the astonishingly prolific and emblematic sound wyzard Robin Storey (ex :zoviet*france:). This last made a name with a very distinctive sound signature centered on radical, glowing and entrancing looped textures, mainly obtained with processed acoustic sequences.
The genesis of this collaborative album is naturally inspired by the two artists’ common interest and passion for extra-sensory experiences based on music as a way to provide ravishing states of trance. The droning, expressive, and elaborate music collected in Post​-​Folk Lore Vol​.​1 transport you at the very origins of magical wonder and inner, uplifting spiritual experiences. All textures are beautifully crafted with the inclusion of non-west musical sonorities, mainly from Asia, with one unique palette of suggestive sounds and soothing ambiences.
Somewhere between the radiant ethno-ritual music of Popol Vuh, Between, Laraaji, the sacred, tranced-out or grimy minimalism of Ira Cohen and the more droning industrial-infused soundscapes of Deutsch Nepal, Maeror Tri or Jeff Greinke. Easily recommended for passionate listeners of uncompromising experimental music with an ambient flavor.
- Philippe Blache - Igloomag

A colpirmi, di primo acchitto, è stata la suadente tribalità della traccia iniziale.
In “Compensating Contemplation” vi è infatti un segmento circolare che si pone sullo sfondo e regala un profilo quasi ballabile alla musica di Giuseppe Verticchio e Robin Storey (Zoviet France).
La loro collaborazione si erge subito su alti livelli e l'incontro, nato per merito di Patricia Schoonenberg e Mark O'Shea, ha di fatto messo entrambi di fronte ai propri limiti.
Mettersi in gioco è qualcosa che è parte integrante dell'essere musicista ma quando si fa parte dell'ambiente per decine di anni è complesso trovare nuovi stimoli.
Nimh li ha trovati guardando prima dentro sé stesso e poi nell'approccio di Rapoon e quest'ultimo ha fatto lo stesso.
Il risultato è una colonna sonora costruita su drone spaziali, momenti di quiete abissale ed altri nei quali si sente fortissima l'esigenza di estraniarsi dal proprio corpo e gettarsi nel “vuoto” della società moderna, confrontarsi, prendere rischi o appunto mettersi in gioco.
“Post-Folk Lore Vol. 1 è magnifico nella sua interezza e poco serve indicare un passaggio piuttosto che un altro. È invece interessante, secondo il mio parere, sottolineare l'evoluzione sonora di Nimh che forse mai aveva potuto contare su dei suoni così importanti, al pari della dimensione grafica.
La copertina a cura del Midnight Sun Studio si addice infatti al suffisso “post”, fin troppo usato dai giornalisti di oggi, e poco importa che dopo ci sia folk, rock o chissà quale diavoleria.
È l'idea di andare oltre i propri confini, abbattere nuove batterie in ambito dark ambient, drone o semplicemente sperimentale, che intriga così tanto.
- Lorenzo Becciani - Suffisso Core

Nimh (Giuseppe Verticchio) et Rapoon (Robin Storey) se réunissent pour la première fois pour cette offre ethno-ambiente inhabituelle. Bien qu’il ne corresponde pas exactement au sous-genre de l’ambient sombre, Post-Folk Lore Vol. 1 fournit sa part d’obscurité sur quatre pistes, chacune d’une durée de 13 à 19 minutes.
Verticchio et Storey utilisent une variété d’instruments acoustiques et électriques, y compris divers types de bois, de tuyaux et de cloches, ainsi que des guitares, des synthés, des objets trouvés, des bruits sculptés et des voix. Ces composants sont déformés, mis en boucle et manipulés d’une autre manière. Le résultat est un ensemble de paysages sonores spacieux qui sont plus que de simples lavis superposés. Les accords pastoraux des synthés en écho évoluent pour devenir cacophoniques et menaçants.
Les rythmes polyrythmiques sont souvent subtils sous des vagues de bourdons ou des morceaux fracturés de motifs du Moyen-Orient. Ces morceaux peuvent être denses et riches en informations, mais aussi moins exigeants ; mais contrairement à beaucoup d’ambiances, ils ne sont jamais relaxants. Et certains passages sont tout simplement étranges.
Post-Folk Lore Vol. 1 est fortement recommandé à tous ceux qui recherchent une bande-son adaptée à la période sombre du début de l’année 2020. Mais même dans l’éventuelle ère post-pandémique qui suivra les bouleversements que nous connaissons aujourd’hui, cet album aura beaucoup à offrir et à déballer.
- rock-decibels.org -

Il richiamo alla tradizione, con tanto di probabile calembour, nel titolo del lavoro che segna l’incontro tra Giuseppe Verticchio (Nimh) e Robin Storey (Rapoon) non deve meravigliare chi conosce gli abituali percorsi di ricerca dei due navigati sperimentatori sonori.
Pur essendo tutt’altro che tipicamente “folk”, i quattro lunghi brani che formano “Post-Folk Lore Vol.1” non mancano di contenuti in qualche misura narrativi, allegati a una visione delle contemporaneità estremamente complessa e inquieta.
I retaggi post-industriali e la ricerca “ethno-ambient” dell’artista inglese si combinano infatti con le sculture chitarristiche di quello romano, risultando in ibridazioni dense e dalle dinamiche pronunciate.
Il lavoro sembra appunto seguire un iter ben preciso, che muove innalzando imponenti colonne di rumore, ben presto ricamate da una miriade di vibrazioni e clangori appena soffocati; la sua seconda metà tende invece a sublimarne l’impatto dapprima in risonanze liquide in odor di shoegaze (“Melancholy’s Bow”) e quindi riportando in primo piano vibrazioni apocalittiche, condite anche da un certo ritualismo inquieto.
L’ora di durata di “Post-Folk Lore Vol.1” descrive dunque un tormentato percorso di umanità e trascendenza, non casualmente rappresentativo delle incertezze della (post-)modernità, incarnate da un ventaglio di samples e stratificate torsioni sintetico-chitarristiche, scosso da correnti rese dai due artisti al tempo stesso contrastanti e complementari.
- Raffaello Russo - Music Won’t Save You

Due pesi massimi della musica esoterica hanno unito le forze per registrare il primo capitolo di quella che si preannuncia come una saga avvincente.
“Post-Folk Lore Vol. 1” raccoglie quattro brani nati durante la pandemia che ha costretto milioni di persone a sperimentare un isolamento forzato. D’altro canto ci sono musicisti che sono abituati a vivere lontani dalle masse. Tale il loro legame con l’isolamento da aver dato vita a uno stile della musica elettronica, l’isolazionismo. Quasi trent’anni fa la Virgin battezzò il neologismo con una doppia raccolta che metteva insieme nomi di una scena trasversale.
A quei tempi Robin Storey era già un veterano, avendo aiutato a definire per un decennio la grammatica della musica post-industriale con i seminali :zoviet*france:, e dal 1992 con il suo progetto elettronico Rapoon.
Proprio in quegli anni Giuseppe Verticchio ha iniziato a muovere i primi passi nel mondo della musica elettronica, sperimentando con i suoni delle percussioni recuperate durante alcuni viaggi in Thailandia.
L’incontro tra Nimh e Rapoon è tra due degli artisti più ispirati della scena eso-industrial.
Lanciandosi messaggi cifrati dall’Italia alla Gran Bretagna, i due musicisti sono riusciti a cucire una sinfonia dell’oscurità avvincente: gli arpeggi dell’introduttiva “Compensating Contemplation” si infrangono su colonne di percussioni acquatiche; il didjeridoo di “Wagging Tongues, Circulate Hot Air” manda in orbita un drone che rivela abissi senza fine, tra eruzioni di metallo fuso, campane asfissianti e meravigliose percussioni siderali.
Per chi frequenta la scena dark-ambient “Post-Folk Lore Vol. 1” è un ascolto obbligato. Per tutti gli altri è una porta verso una dimensione nascosta.
- Roberto Mandolini - Onda Rock

Such a collaboration was to be expected, but at the same time it wasn’t. It may sound strange, but what I mean is that Rapoon and Nimh are basically similar projects, yet so different at the same time. Okay, I start talking riddles, so let me clear out what’s on my mind.
Rapoon, has been present on the ambient/experimental scene for many years. The project is often referring to folk music somewhere between drones, obviously not in a direct way, but smuggling the rhythms or sounds of native instruments in into purely ambient structures. Also, Robin Storey’s work often applies to the places that can be found on the map, usually somewhere in the Middle East, therefore I like to think of Rapoon as the other side of the coin, where Muslimgauze is on the first one. Anyway, I have shared my opinion on Rapoon many times, because it seems to be the most described artist in Santa Sangre. That also means something.
On the other hand, Nimh is perhaps a slightly less experienced project, but also for about two decades is charming the fans of electronic landscapes with his arcane sounds. However, Giuseppe Verticchio’s work is characterized by a larger stylistic and atmospheric dispersion. One time the Italian makes albums directly referring to the exotic places where he was residing in the past (like Thailand on “Krungthep Archives” or “The Missing Tapes”), while on other occasions he is taking his listeners on a journey to the lands that were born in his mind. And I’m not thinking about some imaginary kingdoms straight from a fantasy novel, but rather the places you see in your dream, the ones that seem real to you, but after waking up you can’t place them anywhere on the map. Or you can notice from the corner of your eye that something is looming on the horizon, but when you turn your head in a given direction, the outlines of this place blur your point of view. When I think about it, I always recall one of my favorite albums of all time, the collaboration of Nimh and Maurizio Bianchi, “Secluded Truths”. A masterpiece of oneiric, often surreal ambient. It is also worth mentioning that Giuseppe – more often than Robin – tries a purely dark ambient approach, whether alone or with other artists (Amon, Antikatechon). Also under the banner of Hall Of Mirrors.
That being said, we get the joint work of the British and Italian, with an ingenious title which can be understood in two ways, i.e. as a modern (post- as it is often described in relation to contemporary avant-garde music) approach to folk sound traditions, but also as something like secret knowledge about the source of this tradition, both now and today. An attempt to reach its core and extract the essence.
Anticipating the facts, “Post-Folk Lore vol. 1” is a great album, yet it sounds exactly like I would imagine the musical collaboration between these two specific artists. Although they worked remotely, the whole thing is very natural. It is obvious that a thread of agreement was established and the album is of a truly organic nature, though I cannot deny that the individual chic of the musicians is easily noticeable. The elements distinguishing both musicians are easy to perceive, but subordinated to the final structure. No one is dominating no one. The album doesn’t take us to any particular location, but rather treats the issue of this titular “folk” comprehensively. They make use of a whole lot of instruments here, obviously most of them can be associated with a specific region of the globe, but the whole thing is immersed in a deep ambient textures and only once in a while the instrument has the opportunity to come to the forefront. Like in “Melancholy’s Bow”: I think (although I may be wrong) they used Japanese ones, straight from the bunraku theater (shimasen and shakuhachi). However, most of the time we deal with beautifully interpenetrating landscapes, tribal rhythms straight from the best Rapoon records and the aural oneirism eliminating any sharp edges. Observe how many overlapping layers there are, even in the first composition, “Compensating Contemplation”. It all sticks together, and when these blurry guitar soundscapes fall in, oh my…
And this is such a collaboration, seemingly you know where you are, but in fact you don’t. It seems to you that you control your consciousness, but in a split second you drift somewhere in space. The title suggests that we can expect more installments of “Post-Folk Lore”. I wonder if it will be an exclusive series for Rapoon and Nimh, or if other musicians will also get involved. Either way, the expectations are huge. Rapoon / Nimh, Atomine Elektrine, Robert Rich have released new great albums, the latest S.E.T.I. it’s fantastic, it’s a great year for deep ambient yet.
- Stark - Santa Sangre Magazine

 

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