GIUSEPPE
VERTICCHIO: Resonant Ambiences (CD-R 2000 - Private Release)
This is one of Giuseppe's earliest works - that i managed
to listen to only recently, and that left me quite pleasantly
surprised, as it seems to represent a fundamental knot in his
production, one from which the several paths he took in the future
seems to have originated. Ethnic instruments, electronics, software
processing, field recordings: balanced onto creating some delicate,
softly-sweeping tracks of a serene beauty, that reminded me, all
over and curiously enough, of the most isolationist moments in
Aphex Twin's selected ambient works II - wide eyed, dreamy, simply
shifting unperceivably instead of going anywhere in particular.
If you don't know Giuseppe's work you are missing something, and
getting this for a starter might be a remedy. High quality printed
full colour sleeve, revolving around, in text and images, some
ancient italian well.
- Paolo Ippoliti -
Il quarto disco di questo giovane artista romano cambia direzione
rispetto al passato. Si nota subito una maturità compositiva
diversa, una piega decisa verso l'introspezione, la calma, l'esplorazione
di stati di coscienza piu' sottili, più intimi, attraverso
sonorità tenui, velate di mistero, divise tra luce e ombra.
La parte elettronica è dosata e surreale, con piccole dissonanze
e rarefazioni di bella fattura. Gli 'ambienti risonanti' che vengono
portati in vita, sono quelli di misteriose costruzioni della Sardegna,
probabilmente utilizzate dai nostri avi per oscuri rituali. In
quest'ottica assume un significato preciso l'uso del didgeridoo
(lo strumento di Giuseppe) in "Didje-Room", cosi' come
anche l'elettonica ronzante e ipnotica di "Resonant Ambient
#2", in cui fa bella figura il suono del salaw, strumento
thailandese che ascolto per la prima volta. Non trovo in linea
con il resto le fughe melodiche di "Reflection #1",
che portano una tensione artificiale nel contesto di un'opera
che andava invece lasciata risuonare in spazi più ampi.
Campionamenti di un monaco, sovrapposizioni di percussioni e di
rainstick, stacchi di ocarina ed esotici richiami completano il
disco. Un artista sulla via giusta, forse con ancora qualcosa
da limare, ma è un bel CD davvero.
- Gianluigi Gasparetti - Deep Listenings
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