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[ Recensioni / Reviews ]

HALL OF MIRRORS: When Only Shades Remain (CD 2018 Eibon)


A distanza di sei anni dall'ultimo "Altered Nights" tornano Andrea Marutti, che molti conoscono anche sotto gli alias Amon e Never Known, e Giusepppe Verticchio, conosciuto per i suoi progetti a nome Nimh e, in ambito piu acustico e folk, Twist of Fate con la moglie Daniela Gherardi.
Come Hall of Mirrors sondano gli spazi siderali di una ambient che definire soltanto dark o noisy sarebbe un pelo riduttivo.
La spazialità dei due pezzi monstre del CD, "Flustered Among the Approaching Menaces" e soprattutto "Where the Soil Gathers Disquiet Souls, che insieme si portano via quaranta minuti, contiene più dettagli e sottigliezze in forma di atmosfere eteree e sospese, dove come nel Lustmord del "The Black Stars Hang" l'oscurità è sempre presente ma punteggiata da improvvise scie luminose.
Marutti e Verticchio, che questa volta hanno fatto tutto a distanza perdendo forse qualcosa dell'immediatezza dell'incontro live, da navigati musicisti interstellari sanno dividersi bene i compiti con i synth, field recordings e trattamenti del primo e le vertiginose chitarre del secondo, con o senza ebow, oltre al suo thai gong, altri field recordings ed effetti a saturare l'ambiente di un suono sempre avvolgente e superbamente prodotto.
Le ombre che infine rimangono dal loro pervadente wall of sound, sono come pareti di suono chiaroscurale, una dolente musica cosmica come nello Schulze piu meditativo, come la strana quiete che resta dopo un movimento tellurico, o come porgere l'orecchio a terra per udire suoni dal profondo.
- Gino Dal Soler - Blow Up

“When Only Shades Remain” is one emotional story, beautifully sculpted and which alternates heavily wistful sequences with more melodious themes.
Those enveloping tones, subtle echoing guitar lines, and lysergic drone passages evoke forgotten times, antique derelicts and mind travel.
Hall of mirrors is a collaborative side project headed by two pioneering actors of the Italian dark ambient scene: Andrea Marutti (alias Amon, Never Known) and Giuseppe Verticchio (alias Nimh, Twist of Fate).
After several years of silence the duo is back, this time on Eibon Records (also responsible of the publication of many Marutti’s albums under his various monikers).
If we currently place labels such as Malignant, Cold Spring, Cold Meat Industry as major figures in the rise and development of dark ambient music we should not forget the historical importance of Eibon Records, precisely in Italy. Among the most notorious acts released by this label we can notice Amon, Blood Box and Caul regarding isolationist and darkly chilling ambient music based on layered drones and languid otherwordly textures.
“When Only Shades Remain” reveals delicately creepy soundscaping atmospheres which seem to be closer to the first effort published by the duet (Reflections on Black), more distant to the blackened electronic drone inferno of “Altered Nights” or the more sacred sound ritualism of “Forgotten Realm”.
Consequently eerily fixated drones meet more calming, melancholic, reverberant detached guitar patterns, bordering a sea of vast quietness and deeper thoughtfulness.
“When Only Shades Remain” is one emotional story, beautifully sculpted and which alternates heavily wistful sequences with more melodious themes.
Those enveloping tones, subtle echoing guitar lines, and lysergic drone passages evoke forgotten times, antique derelicts and mind travel.
This is one tremendous effort with a few majestic heavenly moments (as in “Beyond The Ever Changing Horizon”). Recommended to any passionate followers of dark ambient music and striking sonic worlds.
- Philippe Blache - Igloomag

Più struggente che mai la nuova collaborazione tra Andrea Marutti (Amon) e Giuseppe Verticchio (Nimh).
Da Charlie Chaplin (“The Circus”) a Woody Allen (“Manhattan Murder Mystery”), passando per i Kraftwerk (“Trans Europe Express”): la casa degli specchi ha sempre sedotto artisti di ogni dove e quando.
Non ultimi Andrea Marutti (Amon) e Giuseppe Verticchio (Nimh), che da più di dieci anni collaborano nel progetto Hall of Mirrors: “When Only Shades Remain” è il loro quarto album, pubblicato a sei anni di distanza dal precedente “Altered Nights” (Malignant Records).
Il suono degli HoM nasce da strati di chitarre e sintetizzatori trattati con filtri che ne dilatano l'essenza: il riff di “Flustered Among The Approaching Menaces”, la prima lunga traccia in scaletta su “When Only Shades Remain”, sembra ispirarsi ai deserti metafisici di Roy Montgomery, con il suo incedere cupo e liturgico; ancora più dilatata l'atmosfera sulla seguente “Across Forests of Fire” un drone spaventoso dove le corde disegnano una linea melodica che sembra rubata ad un classico dei Joy Division.
La seconda parte del cd si apre con gli accordi grondanti malinconia della struggente “Beyond The Ever-Changing Horizon”, quasi una ballata in stile Twist of Fate, il gruppo che Verticchio divide con Daniela Gherardi: quattordici minuti in cui un accordo insegue sè stesso per trovare un equilibrio tra ombra e luce.
- Roberto Mandolini - Onda Rock

Nella costellazione di collaborazioni condotte da Giuseppe Verticchio (Nimh), torna a manifestarsi dopo ben sei anni quella ultradecennale con Andrea Marutti (Amon, Never Known), identificata dalla sigla Hall of Mirrors.
Lo fa sotto forma di quattro ponderose tracce strumentali, nelle quali le polimorfe sperimentazioni chitarristiche e droniche di Verticchio e la congerie di effetti e synth di Marutti si incontrano su un concreto substrato di field recordings, ricombinandovisi senza soluzione di continuità.
Ne risulta una materia sonora estremamente densa e versatile che, senza intraprendere tortuosi itinerari concettuali, rispecchia il fosco immaginario suggerito dal titolo del lavoro in maniera del tutto spontanea.
È, piuttosto, la naturale antinomia tra luce e tenebre a materializzarsi nelle imponenti strutture sonore create dal duo, che spaziano tra rumore e atmosfera, muovendo da quest’ultima per intraprendere un percorso attraverso progressivi stadi di solida evanescenza, le cui stesse torsioni costituiscono non il punto d’arrivo bensì una delle tante stratificazioni intermedie di un’incessante trasformazione elementare.
- Raffaello Russo - Music Won’t Save You


Non nego di ritenere “Reflections On Black” uno dei capolavori dark ambient dello scorso decennio.
Poi sono usciti gli ottimi “Forgotten Realm” e “Altered Nights” con i quali il progetto di Andrea Marutti (Amon) e Giuseppe Verticchio (Nimh) ha sviluppato il proprio stile e reso ancora più peculiare la propria identità sonora.
Il connubio con Eibon Records - etichetta che oltre a promuovere Canaan e Neronoia ha saputo distinguersi fin dall’inizio della sua avventura come una delle realtà indipendenti più oscure e lungimiranti del panorama europeo – si traduce in quattro tracce “estenuanti”, due delle quali attorno ai venti minuti, che mettono alla prova il subconscio dell’ascoltatore sfidandolo sul territorio che meno gli aggrada ovvero quello dei propri incubi, di un rapporto con la Natura che si sta sgretolando (da lì i rumori ed i field recordings “raccolti” con un Tascam DR-05) e di una coscienza che prima o poi dovrà essere lavata (da brividi “Beyond the Ever-Changing Horizon”).
“When Only Shades Remain” può essere letto secondo più angoli ma alla fine il risultato è sempre una profonda alienazione dal disagio che ci circonda.
D’altra parte, quando l’unica fonte di luce è data dalla nostra stessa ombra non c’è altra scelta.
- Lorenzo Becciani - Suffisso Core


Ho già parlato tanto degli Hall of Mirrors, anche se sei anni fa: con questo pezzo e quest’altro [links ad altre recensioni] è possibile ricostruire il loro tragitto finora.
L’intervallo ampio tra “Altered Nights” e “When Only Shades Remain” è dovuto probabilmente al rallentamento dell’attività di Andrea Marutti (anche la sua Afe Records si è fermata), ma non sorprende che queste due persone, che so essere legate da una solida amicizia, sappiano anche prendersi il loro tempo e semplicemente se ne freghino del resto.
Si occupa della pubblicazione Eibon Records: un ritorno a casa, perché Hall of Mirrors è Amon più Nimh ed è dalle parti di Mauro Berchi che tutto è iniziato.
La lunghezza d’onda è la stessa, anche Eibon non ha ansie: niente tweet ogni minuto, niente filmati di trenta secondi in studio, nessuna anticipazione, nessuna foto.
“Altered Nights” era stato un sabba al quale avevano partecipato alcuni tra i migliori italiani che abitavano quell’area scontornata di volta in volta etichettata come ambient, sperimentale, dark ambient…
Questo percorso collettivo (tra l’altro c’erano stati sempre ospiti nella sala degli specchi) si è interrotto, ed è forse un peccato.
“When Only Shades Remain” potrebbe anche chiamarsi “When Only Amon and Nimh Remain”: la lunghezza delle tracce, il loro respiro (quasi) calmo e (quasi) cosmico e quello stendersi senza alcuna preoccupazione di annoiare sono tutte caratteristiche dei dischi di Andrea Marutti, mentre l’intervento melodico e pensoso della chitarra, (forse più frequente rispetto al passato) e l’interferenza più rumorosa sono il marchio di Giuseppe Verticchio (del Nimh “etno” rimane solo il thai gong, profondo e sacrale).
Magari questa volta si sono scambiati i ruoli per fregarci tutti, ma è più facile che dopo molto tempo abbiano scelto consciamente di riavviare la macchina e suonare come sanno.
Visto che sono rimasti in silenzio per molto tempo, possiedono una loro identità e non hanno nulla da dimostrare, direi che può andar bene così.
- Fabrizio Garau - The New Noise


Il ritorno di Hall of Mirrors, progetto tutto italiano firmato da Andrea Marutti (Amon) e Giuseppe Verticchio (Nimh), è all'insegna di suoni più tenui rispetto al precedente "Altered Nights" del 2012.
I nostri infatti, attraverso quattro lunghe tracce, mescolano i sentori dark-ambientali di un tempo ai già noti spunti rumoristici attivi sullo sfondo, inserendo un pizzico di melodie di stampo post-rock grazie all'uso di chitarre e di synth.
Ne esce un lavoro che incrocia la classicità post-industriale ad atmosfere laconiche, tese verso un passato sfocato o verso panorami che si stendono a vista d'occhio in un orizzonte sterminato.
Le basi abrasive a bassa intensità si alternano a brezze tonali lievi ("Flustered Among...") attraverso strutture che sfruttano andamenti ondulatori pregni di momenti intensi ed evocativi, forse meno complessi rispetto a quanto creato in precedenza ma di grande effetto emozionale.
Le chitarre sottili e accennate danno un tocco di modernità rock ("Across Forests of Fire") in cui poter mescolare calma e oscurità, spazi eterei e sognanti, quadri uggiosi dove si intravede un filo di luce ("Where the Soil...").
Nel complesso emerge la grande forza evocativa già messa in mostra in altri lavori del progetto, ricca di ricordi che tendono verso sprazzi di vita perduta ed echi di memorie indefinite.
La classe compositiva di Andrea e Giuseppe fa come al solito la differenza, e pur cambiando alcune coordinate, si arriva ad un risultato di grande raffinatezza sonora ed evocativa.
Ancora una volta un'uscita superiore alla media del settore, per due autori ad oggi ancora troppo poco considerati.
Confezione in essenziale digisleeve apribile quadrato con cover interna ed informazioni di rito.
- Michele Viali - Dark Room