NIMH:
Travel Diary (CD 2009 - Silentes)
Finalmente in un solo CD e in versioni “arricchite”
e rimasterizzate le registrazioni che Giuseppe Verticchio portò
a termine nel 2001/2002 utilizzando strumentazione etnica e field
recordings. Un diario di viaggio che ha il senso di una sfida
col tempo e lo spazio, e permette all'ascoltatore più attento
di comprendere a fondo l'evoluzione umana di un artista originale
e determinante per il nostro movimento elettronico. In undici
minuti “The Market Place” svela la curiosità
di un personaggio che ha trovato nell'esposizione a diverse culture
la scintilla per accendere in sé stesso e negli altri quel
lume creativo di cui tutti abbiamo bisogno per sopravvivere e
guardare avanti una volta preso atto di appartenere a un contesto
sociale mediocre se non insano. “Travel Diary” raggiunge
il suo apice nella seconda immaginaria facciata della raccolta
con la suite in tre parti intitolata “Lanna Memories”
e “Keota's Song”, delicata e suadente “parola
fine” di un percorso del quale vorremmo sapere ancora di
più.
- Divine - Dagheisha
Giuseppe Verticchio decide di rimasterizzare il materiale contenuto
su due vecchi cd-r di Nimh e renderlo di nuovo disponibile con
una nuova scaletta. Si tratta di "Distant Skylines",
pubblicato privatamente la prima volta nel 2001, e dell'EP "Lanna
Memories" (Taâlem Records) dell'anno seguente. Unico
inedito in scaletta l'introduzione di appena due minuti e quattordici
secondi, "Echoes from the Hills": quanto basta a Nimh
per proiettare l'ascoltatore in una dimensione parallela, in cui
il tempo viene scandito dai racconti sonori dei suoi viaggi nel
sud est asiatico. Come nello spettacolare "Baraka" di
Fricke/Stearns, Giuseppe Verticchio costruisce le sue composizioni
per piani di ascolto: su "The Market Place" le voci
di lingue lontane nello spazio e nel tempo emergono lentamente
sotto il pulsare di percussioni arcane; la prospettiva è
alterata sulla seguente "Village Feast", dove si fa
spazio l'oscura vena psichedelica caratteristica dell'attitudine
di Verticchio; torna il senso del vuoto sull'emblematica "Late
Afternoon at Wat Phra Yai", dove un drone magistrale scardina
i riferimenti spazio-temporali proiettando il passato in un futuro
ancora da vedere. Riproposti nella stessa sequenza originale i
venticinque minuti delle tre parti di "Lanna Memories":
un oboe thailandese crea la portante del drone abissale sulla
"Part 1"; l'atmosfera sacrale si stempera nel turbinio
festoso di percussioni sulla "Part 2"; e nel finale
le onde del mare suggeriscono l'idea di una sorta di rito di iniziazione.
Verticchio trasforma letteralmente il suono di vecchi strumenti
thailandesi suonandoli con un'attitudine decisamente personale,
molto poco tradizionale. Così il Khaen (un organo da bocca),
lo Tzeebu (un banjo a tre corde), l'incredibile Ranad (lo xilofono
responsabile dell'atmosfera ipnotica su "Late Afternoon at
Wat Phra Yai") ed un'altra dozzina di strumenti della tradizione
del sud est asiatico diventano i timbri di un'orchestra unica,
capace di creare tessiture ritmiche ed atmosfere generalmente
generate da sintetizzatori ed altri strumenti elettronici.
- Roberto Mandolini – Onda Rock
Here we go with a new release by Nimh after a small hiatus he's
back with a plethora of new releases, the label is again Silentes
and right after Maurizio Bianchi and Aube he's probably the most
prolific artist on Silentes. According to my opinion this "travel
diary" is the ideal follow up to "the missing tapes",
the sound aesthetic of this two records is considerably different
but by some means the travel-diary concept and the travel-music
idea is basically the same. Clean production but with a warm feel,
and if you consider in the line notes the artist wrote there's
no synth and no electronic instrument involved in the production
of this full-length we can assume he did a great work to produce
it. The pictures of asiatic people included in the layout say
a lot, infact Nimh used a bunch of singular exotic instruments
with weird names like khaen, falu, bendir, soong and so on, most
of them are string instruments, percussions and flutes, mouth
organ. Believe it or not mixed together with field recording,
some voices and with his usual touch behind the mixing desk he's
been able to find out drones he's dragged around in this or that
track adding an high hypnotic feel to an already oniric atmosphere.
This cd features a bunch of tracks Verticchio has put out on some
other releases before plus a new track and everything has been
remastered, the result is great since instead of sounding like
a greatest hits it all has a uniform idea that links all of the
tracks of the cd. I'm tented to say some of this artist has rarefied
the atmosphere of his compositions leaving field recordings floating
ashore on the surface of the single song, everything is embroided
with a great taste and the global result stands on the edge between
soft dark-ambient and ethnic-music. I'm sure William Burroughs
and mighty Bryon Gysin would have enjoyed the trip, you can bet
it!
- Andrea Ferraris - Chain DLK
“Travel Diary” is the last CD release from the multifaceted
eerie droning project called Nimh. This last offering features
pieces reissued from a previous CD-R called “Lanna Memories”
with others sound materials and unreleased tracks. The musical
content provides a colorful ethno-phonographic experience including
a large corpus of micro-sounds taken from rituals of "everyday
life" among Eastern Thai regions and secular communities.
“Echoes from the Hills” opens with a serene-poetical
moody prelude using thai mouth organ. “The Market Place”
is a walking odyssey through cinematic concrete sonorities punctuated
by cyclical percussive scintillations. “Village Feast”
is an uneasy hypnogenic trip through confused crowdy sounds melted
with tellurian processual voices and endlessly repetitive acoustic
chords. “Children Memories” combine a vast catalogue
of sounds taken from children plays. The sound treatment gives
to the ensemble "sonic driving" effects. The “Lanna
Memories” parts are entrancing-ultrasensorial dronescapes,
featuring OM resonances, dense buzzing lines and an avalanche
of mantra-like acoustic wind instruments, anamnesic ghostly religious
voices, psalmodies and natural noises. To sum up thing, “Travel
Diary” is an intimate theatre of sounds with great neurophysiological
impacts on the listener. This is life experienced as a spiritual
concert. Music as an expressive vehicle for a cultural and cultual
adventure. A must have for neophytes who want to explore Nimh
idiosyncrasic music universe.
- Philippe Blache - Progarchives
Verticchio indiscutibilmente con buona lena si è prestato
alla catartica crudeltà dell’alleanza con Zoppo ma
senza dubbio più coerente col suo percorso è “Travel
Diary” che peraltro in massima parte revisiona tracce già
contenute in due limitati CD-R, “Distant Skylines”
e “Lanna Memories”. Oggetti e metalli si uniscono
a registrazioni sul campo nel sud est asiatico e ad un numero
impressionante di strumenti della tradizione locale, con compromessi
di alto profilo come “The Market Place” o “Village
Feast”, tra vuoti movimenti d’algida meccanicità
d’Occidente trasfigurato e pulsare di vite che per il momento
conservano ancora tratti d’umanità antica. La convivenza
tra i due poli, con l’elemento etnico che nettamente prevale,
in provvida assenza di ausili sintetici, sulla distanza dell’osservatore,
è resa possibile da un equilibrio non paritario eppur ottimale
che Nimh riesce a preservare in un lavoro che bene impiega anche
aromi rituali in “Late Afternoon at Wat Phra Yai”
e “Lanna Memories Part 3” e loop in sciamanica guisa
in “Children Memories”.
- Paolo Bertoni - Blow Up
“Travel Diary” riunisce in un CD quanto realizzato
con strumenti thailandesi e field recordings (sempre “thailandesi”)
da Giuseppe Verticchio nel periodo 2001-2002, il tutto rimasterizzato
e con qualche elemento di novità in aggiunta. Non occorre
qui soffermarsi sulle mille occasioni in cui Occidentali hanno
incorporato strumenti e musiche non-occidentali nei loro lavori
e su come in ambito elettronico e industrial tutto ciò
sia spesso accaduto, sin dagli inizi. Un breve inciso va fatto
solo per sottolineare come gli esiti del lavoro di Nimh rimangano
affascinanti e personali nonostante per l’appassionato l’operazione
possa non apparire come “nuova”. Sarà soggettivo,
ma “Travel Diary” innesca un meccanismo di attrazione/repulsione:
le voci confuse dei bambini in loop sono un incubo ma ammaliano,
la pletora di strumenti etnici suonati da Giuseppe in chiave ripetitiva
e ipnotica rende impossibile concentrarsi su altro e richiede
o esclusivo ascolto o una pausa dall’ascolto. Tutto finisce
per toccare corde irrazionali e i dodici minuti di “Village
Feast” aprono più di qualche crepa nella psiche,
mentre nei suoni del trittico “Lanna Memories” si
smarrirebbe il più professionale dei “viaggiatori”.
Da provare.
- Fabrizio Garau - Audiodrome
"Travel Diary" is a brilliantly conducted tour of
Thailand leaving no corner, spiritual, commercial or residential,
unturned. Here Verticchio uses only traditional Thai instruments
(all tracks but one were previously released on two separate,
now vanished, editions). It is a vivid, memorable journey, one
of the best of its ilk. The stunning photography, from rural fishing
idyll to postmodern cosmopolitan congestion, the handiwork and
musicality of the pieces is impressive. In fact, the almost hyperreal
clarity of the photos, taken by his brother Enrico, stands in
bold relief to the palimpsest of his music, which writes sound
world over sound world.
- Stephen Fruitman - Sonomu
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